lunedì 10 marzo 2014

Breve riflessione sull'insulto e l'inganno delle "quote rosa"

Per come la penso io le "quote rosa" sono un gravissimo insulto all'indipendenza che ogni donna meriterebbe. Vengono pagate di meno rispetto agli uomini, rischiano il licenziamento se restano incinte, sono prede di una cultura maschilista dominante che trova terreno fertile in Italia, ma li viene dato il contentino del 20,30,50 per cento in certi posti.
Questo è solo un meschino imbroglio che non elimina lo sfruttamento delle donne e le diseguaglianze delle quali sono prede ma vengono ridotte solamente a numeri, a posti da riempire in un luogo solo perchè sono di sesso femminile. Ogni donna ad un insulto del genere si sente offesa, ridotta ad elemosinare per non venire discriminata mentre ogni uomo gongola per questa situazione, quasi come se fosse un Paradiso.
Tutti gli uomini e le donne fermamente convinti che sia necessario abolire ogni sfruttamento per dare finalmente il via ad una società senza diseguaglianze dovrebbero sostenere la lotta dell'uguaglianza tra i sessi che si creano in un mondo dove lo sfruttamento di qualcun'altro è la base del profitto per pochi.
Vorrei chiudere con queste parole di Lenin: "Fino a quando le donne non saranno chiamate a partecipare autonomamente non solo alla vita politica nel suo insieme, ma anche al servizio civile permanente e generale, non si potrà parlare non solo di socialismo, ma neanche di democrazia integrale e durevole. Funzioni non possono essere garantite in modo soddisfacente fino a che le donne non avranno ottenuto di fatto, e non soltanto sulla carta, l'uguaglianza giuridica."