La completezza del pensiero e dei sensi per me rappresenta una fredda mattina primaverile, una baita di montagna con fuori cassapanche di legno di pino o sequoia, sullo sfonda alte e massicce montagne ancora coperte dal loro manto invernale, intorno una foresta bruna e candida dentro alla quale si scava il suo passaggio un sentiero di montagna acciottolato e mezzo distrutto dal fango e dalla pioggia dei mesi passati, io in tenuta da caccia con caldi guanti invernali imbottiti di piume e rivestiti di pelle marrone, una sigaretta di quel gusto forte che la natura ti può rappresentare, un tipico caffè nero americano fumante come un geyser, una brocca d'acqua ghiacciata del ruscello che scorre a fianco e che mi blocca lo stomaco, una catasta di frittelle pronte per essere innaffiate con lo sciroppo d'acero figlio delle immensità del Canada e la testa libero da ogni ingorgo, ogni tempesta di essere fuori o dentro, libero come mai sono stato, come vorrei essere nato e come vorrei essere morto ora o domani.
E’ nella semplicità delle cose che io trovo il massimo della soddisfazione personale per trovare gioia dentro di me perché forse il mio carattere non mi porta ad immaginarmi grandi traversate od altre immagini auliche tipiche del passato ma che ancora appartengono a molte persone, come il desiderare grandi quantità di denaro o di potere per godere della bella vita. Chi vive più coi piedi per terra, come desiderio più grande ha il raggiungimento della tranquillità personale e magari con la famiglia, una vita semplice fatti di gesti continui e quotidiani fino allo sfinimento che possa liberare da ogni passione o da ogni evento incredibile nel quale buttarsi magari passando un sacco del tempo tra ingorghi e tempeste. La semplicità dei gesti che ho enunciato non rappresenta il desiderio che tutta la mia vita sia ciò ma è il desiderio di vivere per poco, per un battito di ciglia un momento del genere ma il mio desiderio ancora più grande è passare la vita in un continuo tormento, dimostrarmi vivo attraverso le deviazioni e lo sbattere la testa ogni volta contro il muro perché non mi sentirei a mio agio tanto che altrimenti mi parrebbe di sprecare il tempo che ho a disposizione nel nulla. E’ solo una scelta di vita, non di più, non il mantra del sottoscritto che si definisce saggio superiore ma solamente la spiegazioni della mia missione.