lunedì 17 febbraio 2014

Animo in tempesta

Un lampo nel cielo nero
che squaglia la volta sfregiata
e il tuono che scoppia
mentre io, con cuore sincero
ed animo colpito da una rasoiata
di vita, in faccia al vento che soffia
attendo l'arrivo d'una vittoria
sperando abbia una nuova storia.

Una speranza di mille gocce
che gonfia il fiume del desiderio
ma sono per niente serio
e la speranza rotola come rocce
dalla montagna che frana
su ricordi d'una esperienza malsana.

L’argine dolce cade tutte le volte
e l’onde si schiantano sulle coste
mentre io sono inerme trascinato
come un vecchio legno mangiato
dalle mie termiti cannibali
Che s’ingozzano coi miei mali,
vomitando qualunque schifezza
e non intravedo alcuna salvezza.

Cessa ora l’infernal tempesta
e la bufera diventa una brezza.
Ora mi posso dedicare alla siesta
e vedere che tutto si spezza
ma che come fegato si rigenera;
non più giovane e forte
ma provato dalla mala sorte
non è come la mattina ma la sera.

Ora appare un mondo di luce,
risplende la rugiada su mille foglie,
la mia paura si riduce
e del cuore non sento più le doglie
ma questo raggio è novella gioia

che illumina questa mia triste soglia.

martedì 11 febbraio 2014

E' proprio Francesca

-Ma no, non può essere lei.
-Guarda Lucio, mi dispiace tanto ma è così.
-Ma lei è a casa e vive per me.
-Sì lo so, ma sai a volte lei esce e quindi...
-Aspetta: come hai fatto a riconoscerla?
-T'ho detto ch'era lei; convincitene, che diavolo!
-Aspetta, ragioniamo: era bionda?
-Come il Sole?
-E il vestito era rosso?
-Rosso come il sangue.
-Ma magari ti sei sbagliato, sai come va a volte: stavi lontano, controluce hai visto male...
-Ma che diavolo ti prende?Sei completamente scemo?So che era Francesca perchè ci siamo salutati e mi ha chiesto anche sulla mia ultima operazione d'appendicite.
-...
-Tutto bene?
-Sono un cretino.

In altre stazioni della metro

Un avanti-indietro continuo,
la sospensione di tempo e spazio,
non sentirmi ancora sazio
di questo percorso tanto amato
in questa vita da Capitale
che m’è sempre più vitale.

Un giorno mai è uguale a prima,
cascate limpide d’emozioni
che creano sempre nuove sensazioni
per la scalata alla mia personale cima:
una montagna bruna ed argentata
che presto sarai da me conquistata.

Flusso di gente sempre nuovo
che si muove ed agita come il vento
turbina(sempre più forte lo sento).
Non ho rifugio o segreto covo
ma mi schianto sulla Terra
dd accetto Sole come bulbo in serra.



mercoledì 5 febbraio 2014

Capacità di osare(sulla tesi di laurea)

Sto leggendo “Come si fa una tesi di laurea”, un libro di Umberto Eco – pubblicato nel 1978 e poi rivisto nel 1985 – nel quale l’autore cerca di dare consigli utili a studenti universitari che prima della laurea si accingono a dedicare tempo ed energie ad una ricerca approfondita ad un particolare argomento inerente al loro percorso di studio. Si trovano molti spunti aiutare che possono aiutare nella ricerca e composizione della tesi – da una personalità eminente come Eco ci si aspetta sempre un ottimo lavoro – ma su certe cose come ragazzo ventunenne, giovane, pieno di vita e con tanta voglia di fare mi permetto di dissentire.
Il consiglio maggiore che viene rivolto è di concentrare la propria tesi su un argomento ristretto e mai analizzato seriamente e che si possa adattare agli interessi, ma soprattutto alle scarse capacità di ricerca ed analisi che un giovane studente ha a causa della poco o addirittura inesistente esperienza. Il fatto che Eco punti molto su questo modo d’agire per la tesi ritenendo le motivazioni enunciate sopra parte della quasi totalità dei laureandi, dovrebbe portare molti a dire: “Beh, se uno tanto intelligente ed erudito da un simile consiglio, mi pare ovvio seguirlo a menadito.” Ciò può portare molti a ripiegare su argomenti di studio minori che magari non soddisfano in pieno le proprie voglie di conoscenza e d’esposizione, ma sono considerati sicuri; come a dire “meglio prendere una via semplice ma sicura che un cammino difficile e pieno d’ogni tipo d’ostacoli.” Di tale libro non sto facendo un’analisi letterale critica e quindi non sto dicendo che Eco consiglia di ridurre tutto alla semplicità delle piccole e banali cose mai analizzate(e se non sono mai state studiate in dettaglio un motivo ci sarà, secondo me)ma questo in parte è ciò che questa lettura trasmette.
Questo mio pensiero tanto critico deriva esclusivamente dall’esperienza personale che ho appena cominciato a vivere riguardo alla costruzione della mia tesi e non da analisi sociali e culturali che ho ricercato tra la maggior parte degli studenti. Mi spiego meglio: sto seguendo il corso di laurea in Storia moderna e contemporanea e sono rimasto affascinato da un argomento come il nazismo; il mio desiderio e scopo è quello di fare una ricerca storica approfondita sulla Wehrmacht – cioè la macchina bellica del Terzo Reich – ed in particolare sulla sua composizione e struttura organizzativa(com’era divisa, che mezzi utilizzava, rapporti con l’industria tedesca, gradi,…). Un lavoro enorme che magari uno storico con anni d’esperienza in questo campo farebbe con alle spalle solide basi fisiche e davanti a sé molto tempo a disposizione; invece io sono un ragazzo di ventun’ anni , con una conoscenza poco sopra alla media dell’argomento in questione e con un tempo limitato davanti a me(diciotto-venti mesi)che si deve perfettamente coagulare con tutti i corsi che ancora devo seguire del mio programma universitario. Se Eco lo venisse a sapere immagino che ne rimarrebbe molto scosso e mi direbbe di lasciar perdere perché potrei esser facilmente considerato un megalomane superbo che s’è votato anima e corpo ad una causa già persa in partenza.

Ma “Come si fa una tesi di laurea” non è e non deve essere preso come verità assoluta(Eco lo dice fin dall’inizio)e quindi su molti aspetti come può essere l’argomento trattato, sono completamente libero di scegliere il mio percorso in base ai miei interessi ed a quale vorrebbe essere la mia meta. Non so ancora dove mi porterà questo viaggio – se a grandi soddisfazioni o a cocenti delusioni – ma considerandomi essere libero di sbagliare tutte le volte che lo desidero, ho deciso di compiere quest’impresa. Un consiglio che mi permetto di dare ai miei coetanei è quello di considerare la loro semenza, di non esser fatti “a viver come bruti ma per seguire virtute e canoscenza”(la parafrasi-citazione dantesca ci stava tanto). Essendo in gioco il vostro futuro, molti di voi rischieranno di cadere nel baratro della troppa prudenza e dell’autocritica fino all’eccesso. Ma proprio qui sta il punto fondamentale: il “vostro futuro” e non quello di Eco, i vostri genitori, amici o altro e quindi è necessario raggiungere una completa indipendenza da ogni schema prestabilito solo perché dettato da qualcuno che rappresenta un livello che può essere superiore dal punto di vista conoscitivo ma che forse si basa esclusivamente su teoria ed analisi scientifica, tralasciando ciò di più importante una persona sente e percepisce nella vita: non regole ma emozioni.

martedì 4 febbraio 2014

Sulla vendita del libro "Mein Kampf" su Amazon e sul becero buonismo nostrano

Qualche tempo fa era spuntato un articolo nel quale era scritto che "Mein Kampf" di Hitler fosse diventato un best seller su Amazon in Italia.
Non penso che ciò sia dovuta ad un'incredibile rinascita dell'idea nazista in Italia anche perchè i partiti fascisti da anni sono stabili come consenso elettorale - molto meno come azioni violente - e sicuramente coloro che avessero avuto intenzione di leggerlo, immagino che tra loro camerati non avrebbero trovato grosse difficoltà a comprarlo o prestarselo; l’Italia per il momento non rischia ancora di subire un fenomeno neonazista o fascista di massa com’è accaduto in Grecia con Alba Dorata o in Ungheria con il partito Jobbik. Nel nostro Paese un movimento di questo genere non avrebbe alcun problema a diventare di massa se ne avesse il consenso anche perché la magistratura non ha alcun problema nello stracciare la Costituzione fin dal Dicembre del 1946 quando nacque il Movimento Sociale Italiano e permettendo la nascita e la vita di soggetti come Forza Nuova, Fiamma Tricolore, Casapound, Fascismo e Libertà e molti altri. L’antifascismo militante da troppi decenni non ha più la forza di opporsi a questo diffondersi a macchia d’olio ma in modo costante, anche perché un buonismo politico allucinante ha ormai ridotto in molti compagni ed antifascisti la concezione rivoluzionaria della violenza necessaria.

Io penso che questo sia dovuto ad un fatto di curiosità, di conoscenza o di studio per un’opera di un uomo che è stato forse il più sanguinario dittatore della storia ma che ha avuto un livello politico di primo piano e per chi è interessato a questi argomenti può essere una lettura molto interessante. Io attacco il fatto che in Italia si permetta che esistano e facciano libera attività politica Partiti e movimenti che hanno idee molto simili – dopotutto l’Italia fascista e la Germania nazista erano alleate d’acciaio durante la Seconda Guerra Mondiale – e che ogni anno facciano una bella manifestazione sacralizzata per Mussolini a Predappio, ma una sorte di lavaggio di coscienza attuato dall’opinione pubblica non vuole che i libri che esprimono tali idee circolino(io che mi vorrei specializzare all’Università sul nazismo perché faccio Storia Contemporanea faccio molta fatico a trovarlo in versione cartacea). Sarebbe una cosa seria che si scegliesse definitivamente quale strada prendere: via libera completa a Partiti fascisti e nazionalsocialisti e libera vendita dei libri di Mussolini e di Hitler oppure abolizione di tali movimenti di stampo reazionario e dittatoriale ed ai libri che li rappresentano. Continuare a vivere in un limbo come quello attuale dove non si vogliono mettere i bastoni tra le ruote di forze politiche che sono state e continuano ad essere bracci violenti di padroni, forze dell’ordine e più in generale dell’ordine costituito ma non si permetta una vendita controllata di libri che potrebbero interessare a persone totalmente estranee a queste idee come il sottoscritto, sarebbe una rinnovata manifestazione della pietà e del disprezzo che una derelitta democrazia liberale come quella borghese rappresenta agli occhi di chi questo sistema lo vuole cambiare in ogni sua forma, di chi ritiene che lo Stato debba sostenere ogni cittadino in maniera sociale e culturale anche passando sopra certi diritti civili, che spesso sono una spada a due punte per dimenticarci di questioni come lavoro, scuola, sanità, casa ed ambiente.

Breve riflessione sull'insegnamento della filosofia

Su materie tanto vaste e potenzialmente fertili per l'intelletto come la filosofia, penso che non si dovrebbe insegnare agli studenti a ripetere come un juke-box il pensiero di questo o di quell'autore ma sarebbe molto più utile che un professore chiedesse riflessioni, impressioni ed eventuali critiche sorte nello studente durante lo studio riguardo al pensiero del filosofo di turno. Se la filosofia tradotta alla lettera significa "amore per la conoscenza", essa non si deve basare sull'immagazzinamento statico di nozioni come per le materie scientifiche(dove il dibattito non esiste o si riduce al nulla)ma sulla capacità di fornire le basi per un giudizio critico e propositivo a colui che studia. Penso che solo in questo modo una materia come la filosofia potrà portare qualche effetto concreto nella mente delle persone che se ne occupano, altrimenti tutto rischia di ridursi solo alla banale capacità di memorizzare concetti - per lo più astratti - che si potrebbero esporre e dei quali si potrebbe discutere solo fra una ristretta cerchia di esseri simili a macchine, ridotti alla conoscenza di un pensiero complicato e contraddittorio dei vari autori fuori dalla spazio e dal tempo.