E’ evidente che la crisi economica che da anni stiamo vivendo
comportano problemi che per la maggior parte delle persone influiscono nella
loro vita. Non parlo di problemi esclusivamente materiali ma la storia c’ha
dimostrato in più occasioni che in periodi di crisi molto pesante come questa,
l’opinione pubblica ed il pensiero comune ha bisogno di trovare un colpevole,
un capro espiatorio sul quale scaricare anche in modo del tutto irrazionale le
cause delle proprie difficoltà. Forse nel nostro Paese la cosa si sente ancora
di più data la mentalità ristretta e prettamente provinciale che ancora vive
nella maggior parte degli italiani, sia per causa loro che per scelte più o
meno dirette di governo. Ma già prima che iniziasse questa crisi si respirava già
nell’aria ed io sono almeno una decina d’anni che sento sempre la solita
cantilena: i giovani sono il problema di questa società.
Mi permetto di dissociarmi apertamente da questa visione del tutto
inspiegabile e fuori dalla realtà; anche se avesse una qualche spiegazione
possibile, sarebbe una trovata del tutto vigliacca da parte di coloro che si
considerano adulti fatti e formati basandosi esclusivamente sulla loro data di
nascita. Da troppo tempo giornali e telegiornali annunciano a caratteri
cubitali ed in modo sensazionalistico situazioni difficili o addirittura
tragiche nelle quali i giovani sono coinvolti, dandone notizia da un lato in
maniera aggressiva contro tutti i giovani e dall’altro in modo patetico come se
fossimo tutti una massa di pecore fallite, d’idioti che si ammazzano solo per
provarci gusto(avete presente le famose “stragi del sabato sera”?). Fatti
normali, incidenti tragici che spezzano diverse vite che accadono troppo spesso
anche perché magari perfetto idiota s’è messo al volante dopo aver abusato(non
fatto uso)d’alcool o essersi preso sostanze stupefacenti; cambia qualcosa il
fatto che abbia vent’anni o quaranta? Gente del genere crede che eventi simili
non accadono se uno supera i trent’anni perché così diventa una persona matura
e responsabile grazie a qualche Capodanno in più? I giovani diventano un
problema sociale, un grave handicap che il Paese mestamente si porta dietro e
che gl’impedisce lo sviluppo perché questi scansafatiche(bei tempi quando si
era costretti a lavorare fin dai dieci anni o anche prima)passano il tempo ad
ubriacarsi, drogarsi, scopare e poi s’ammazzano sulle strade creando danni e
disagio all’intera comunità. Oppure sono dei totali stupidi perché ascoltano
musiche orribili, si vestono come dei pagliacci, parlano e scrivono come degli
analfabeti e se ne infischiano del resto. A grandi linee questo è il bel
quadretto che appare di noi a questo Paese e dire che siamo disgustati è dir
poco.
Non nego che non ci siano dei problemi ed io che ho ventun’anni mi
dispiaccio per come gli adolescenti d’adesso stiano venendo su senza alcuna
prospettiva, valori o identità ma che si lascino trasportare senza marosi nei
quali tutti ogni giorno siamo costretti a nuotare furiosamente per non
affogare. Abbiamo anche noi la nostra parte di colpa nel volta che stiamo dando
e che daremo a questa società perché purtroppo anche noi stiamo seguendo
automaticamente il ritmo che sentiamo ma non possiamo attribuirci perché sarebbe
come salvare la coscienza e la faccia di chi ha contribuito maggiormente alla
situazione attuale. Come un ragazzo si fonda negli anni fondamentali della sua
vita? Come si modifica radicalmente il proprio pensiero da bambino a ragazzo?
La famiglia si sa che ha un ruolo predominante nello sviluppo di ognuno perché per
istinto è lì che ognuno ascolta, comprende ed apprende per dare forma alla
propria personalità. Gli anni dell’adolescenza sono fondamentali ed è in quel
momento che tutto prende una sua costruzione ma il progetto edilizio è dell’ambiente
famigliare. La famiglia di solito da un suo percorso ed è prendendo certe vie
ognuno viene spinto con varie forze da parte dei parenti, soprattutto i
genitori. Quindi se noi giovani per voi adulti siamo una generazione perduta e
distrutta, la colpa è quasi esclusivamente vostra perché voi avete creato
questa prigione nella quale ci costringete a vivere. E avete colpa non solo
nell’educazione dei vostri figli ma anche nelle scelte che a livello di massa
avete preso negli ultimi vent’anni nella società come nella cultura, nella
politica come nell’economia. Voi vi siete persi e siete stati sconfitti con la
vostra volontà e quindi di conseguenza avete arrecato un danno anche a noi perché
patiamo i vostri danni.
La vostra generazione ha perso mentre noi non abbiamo neanche potuto
giocare la partita deve ancora cominciare dopo la bruciante sconfitta che avete
subito. Eppure il vostro pensiero vi porta a liberarvi di ogni responsabilità
ed a scaricare su di noi i vostri danni come se avessimo potuto fare qualcosa
per evitare ciò. Quando e se mai comincerete a fare una seria autocritica e
sono sentirvi superiori a noi solo perché avete qualche decina di primavera in
più sulle spalle, allora forse si potrà cominciare a sognare diversamente, un
mondo nuovo, diverso dal marciume nel quale ci troviamo a vivere. C’avete
lanciato addosso la vostra spazzatura dopo esservi tappati il naso ma d’una
cosa sono sicuro: mai e poi mai saremo i netturbini della vostra coscienza.