martedì 21 gennaio 2014

I giovani come capro espiatorio

E’ evidente che la crisi economica che da anni stiamo vivendo comportano problemi che per la maggior parte delle persone influiscono nella loro vita. Non parlo di problemi esclusivamente materiali ma la storia c’ha dimostrato in più occasioni che in periodi di crisi molto pesante come questa, l’opinione pubblica ed il pensiero comune ha bisogno di trovare un colpevole, un capro espiatorio sul quale scaricare anche in modo del tutto irrazionale le cause delle proprie difficoltà. Forse nel nostro Paese la cosa si sente ancora di più data la mentalità ristretta e prettamente provinciale che ancora vive nella maggior parte degli italiani, sia per causa loro che per scelte più o meno dirette di governo. Ma già prima che iniziasse questa crisi si respirava già nell’aria ed io sono almeno una decina d’anni che sento sempre la solita cantilena: i giovani sono il problema di questa società.
Mi permetto di dissociarmi apertamente da questa visione del tutto inspiegabile e fuori dalla realtà; anche se avesse una qualche spiegazione possibile, sarebbe una trovata del tutto vigliacca da parte di coloro che si considerano adulti fatti e formati basandosi esclusivamente sulla loro data di nascita. Da troppo tempo giornali e telegiornali annunciano a caratteri cubitali ed in modo sensazionalistico situazioni difficili o addirittura tragiche nelle quali i giovani sono coinvolti, dandone notizia da un lato in maniera aggressiva contro tutti i giovani e dall’altro in modo patetico come se fossimo tutti una massa di pecore fallite, d’idioti che si ammazzano solo per provarci gusto(avete presente le famose “stragi del sabato sera”?). Fatti normali, incidenti tragici che spezzano diverse vite che accadono troppo spesso anche perché magari perfetto idiota s’è messo al volante dopo aver abusato(non fatto uso)d’alcool o essersi preso sostanze stupefacenti; cambia qualcosa il fatto che abbia vent’anni o quaranta? Gente del genere crede che eventi simili non accadono se uno supera i trent’anni perché così diventa una persona matura e responsabile grazie a qualche Capodanno in più? I giovani diventano un problema sociale, un grave handicap che il Paese mestamente si porta dietro e che gl’impedisce lo sviluppo perché questi scansafatiche(bei tempi quando si era costretti a lavorare fin dai dieci anni o anche prima)passano il tempo ad ubriacarsi, drogarsi, scopare e poi s’ammazzano sulle strade creando danni e disagio all’intera comunità. Oppure sono dei totali stupidi perché ascoltano musiche orribili, si vestono come dei pagliacci, parlano e scrivono come degli analfabeti e se ne infischiano del resto. A grandi linee questo è il bel quadretto che appare di noi a questo Paese e dire che siamo disgustati è dir poco.
Non nego che non ci siano dei problemi ed io che ho ventun’anni mi dispiaccio per come gli adolescenti d’adesso stiano venendo su senza alcuna prospettiva, valori o identità ma che si lascino trasportare senza marosi nei quali tutti ogni giorno siamo costretti a nuotare furiosamente per non affogare. Abbiamo anche noi la nostra parte di colpa nel volta che stiamo dando e che daremo a questa società perché purtroppo anche noi stiamo seguendo automaticamente il ritmo che sentiamo ma non possiamo attribuirci perché sarebbe come salvare la coscienza e la faccia di chi ha contribuito maggiormente alla situazione attuale. Come un ragazzo si fonda negli anni fondamentali della sua vita? Come si modifica radicalmente il proprio pensiero da bambino a ragazzo? La famiglia si sa che ha un ruolo predominante nello sviluppo di ognuno perché per istinto è lì che ognuno ascolta, comprende ed apprende per dare forma alla propria personalità. Gli anni dell’adolescenza sono fondamentali ed è in quel momento che tutto prende una sua costruzione ma il progetto edilizio è dell’ambiente famigliare. La famiglia di solito da un suo percorso ed è prendendo certe vie ognuno viene spinto con varie forze da parte dei parenti, soprattutto i genitori. Quindi se noi giovani per voi adulti siamo una generazione perduta e distrutta, la colpa è quasi esclusivamente vostra perché voi avete creato questa prigione nella quale ci costringete a vivere. E avete colpa non solo nell’educazione dei vostri figli ma anche nelle scelte che a livello di massa avete preso negli ultimi vent’anni nella società come nella cultura, nella politica come nell’economia. Voi vi siete persi e siete stati sconfitti con la vostra volontà e quindi di conseguenza avete arrecato un danno anche a noi perché patiamo i vostri danni.

La vostra generazione ha perso mentre noi non abbiamo neanche potuto giocare la partita deve ancora cominciare dopo la bruciante sconfitta che avete subito. Eppure il vostro pensiero vi porta a liberarvi di ogni responsabilità ed a scaricare su di noi i vostri danni come se avessimo potuto fare qualcosa per evitare ciò. Quando e se mai comincerete a fare una seria autocritica e sono sentirvi superiori a noi solo perché avete qualche decina di primavera in più sulle spalle, allora forse si potrà cominciare a sognare diversamente, un mondo nuovo, diverso dal marciume nel quale ci troviamo a vivere. C’avete lanciato addosso la vostra spazzatura dopo esservi tappati il naso ma d’una cosa sono sicuro: mai e poi mai saremo i netturbini della vostra coscienza.