Un lampo
nel cielo nero
che
squaglia la volta sfregiata
e il
tuono che scoppia
mentre
io, con cuore sincero
ed animo
colpito da una rasoiata
di vita,
in faccia al vento che soffia
attendo
l'arrivo d'una vittoria
sperando
abbia una nuova storia.
Una
speranza di mille gocce
che
gonfia il fiume del desiderio
ma sono
per niente serio
e la
speranza rotola come rocce
dalla
montagna che frana
su
ricordi d'una esperienza malsana.
L’argine
dolce cade tutte le volte
e l’onde
si schiantano sulle coste
mentre io
sono inerme trascinato
come un
vecchio legno mangiato
dalle
mie termiti cannibali
Che s’ingozzano
coi miei mali,
vomitando
qualunque schifezza
e non
intravedo alcuna salvezza.
Cessa
ora l’infernal tempesta
e la
bufera diventa una brezza.
Ora mi
posso dedicare alla siesta
e vedere
che tutto si spezza
ma che
come fegato si rigenera;
non più
giovane e forte
ma
provato dalla mala sorte
non è
come la mattina ma la sera.
Ora
appare un mondo di luce,
risplende
la rugiada su mille foglie,
la mia
paura si riduce
e del
cuore non sento più le doglie
ma
questo raggio è novella gioia
che
illumina questa mia triste soglia.